FAQ
Come funziona il primo incontro?
Il primo incontro è conoscitivo: uno spazio per incontrarci e sentire insieme se ci sono le premesse per un lavoro condiviso.
Riceve in presenza o anche online?
Entrambe. Ricevo in presenza a Milano, zona Cimiano, e online. La modalità si sceglie insieme in base alle esigenze.
Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?
Lo psicologo è un professionista laureato in psicologia, abilitato e iscritto all'Albo. Offre sostegno psicologico, consulenza e percorsi di supporto. Lo psicoterapeuta è uno psicologo (o medico) che ha completato una specializzazione quadriennale e può intervenire sui disturbi psicologici con strumenti psicoterapeutici specifici. Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria, abilitato alla prescrizione di farmaci. Queste figure possono collaborare tra loro. Io sono psicologa e specializzanda in psicoterapia: integro nel mio lavoro la formazione clinica che sto acquisendo, sotto supervisione costante.
Mi darà dei consigli?
No, non nel senso comune del termine. Il mio lavoro non è dire cosa fare, ma lavorare insieme a chi si rivolge a me per creare le condizioni perché si possa fare chiarezza dentro di sé e trovare la propria direzione. A volte questo include restituzioni, riflessioni, domande, ma non indicazioni prescrittive sulla vita dell'altro.
Quante volte ci si vede?
La frequenza proposta è di un incontro settimanale e può essere oggetto di dialogo condiviso, in relazione alla situazione soggettiva e alla fase del percorso.
Quanto tempo ci vorrà?
Non c'è una risposta valida per tutti. Dipende da cosa si porta, da dove si vuole arrivare, da come si sviluppa il lavoro insieme. Alcuni percorsi durano pochi mesi, altri sono più lunghi. Ne parliamo apertamente nel corso del lavoro.
Starò subito meglio?
A volte il percorso porta sollievo fin dai primi incontri, altre volte attraversare certi nodi richiede tempo e può anche essere faticoso. Stare meglio non è sempre lineare, ma è possibile, e il percorso serve a costruire le risorse per farlo.
Quello che dico in seduta è riservato?
Sì. Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale (art. 11 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani). Ciò che emerge in seduta non può essere rivelato a terzi. Le uniche eccezioni, previste dagli artt. 12-13 del Codice, riguardano situazioni in cui vi sia un obbligo legale di referto o denuncia, o un grave pericolo per la vita o la salute della persona o di altri.

